CHE COS’È IL VETRO

Il vetro è una sostanza omogenea e compatta che presenta una struttura amorfa e non cristallina, per cui può essere considerata un liquido con viscosità elevatissima. È un materiale costituito da vari silicati di sodio, potassio, calcio, piombo, fusi e successivamente raffreddati, perciò è un ottimo isolante, con un basso coefficiente di dilatazione termica ed è trasparente.
Si ottiene tramite la fusione della silice (sabbia di quarzo SiO₂) arricchita con carbonati e ossidi diversi per modificarne alcune caratteristiche fisiche, come ad esempio il colore, il punto di fusione, ecc. La massa fusa (1200-1500 ℃) viene progressivamente raffreddata a 800 ℃ e quindi sottoposta a differenti processi di lavorazione. Tra questi processi troviamo la soffiatura manuale per la produzione di vetri d’arte, o meccanica per la produzione di bottiglie, bicchieri, lampade, tubi; lo stampaggio (bicchieri, contenitori), la colatura su letto di metallo fuso (lastre), la filatura (fibra di vetro).

Tipi di vetro

A seconda dell’impiego e delle caratteristiche desiderate si ottengono vari tipi di vetro:

  • v. comune o sodico-calcico usato per lastre, lampade, bicchieri;

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    Cristallo di Boemia

  • v. da bottiglie simile al vetro comune ma con l’aggiunta di ossido di ferro per acquistare il caratteristico colore verde;
  • v. di Boemia o al piombo per cristallerie o articoli da laboratorio;
  • v. ottico con particolari caratteristiche di purezza, anisotropia, trasparenza e omogeneità, viene impiegato per lenti, prismi e specchi;
  • v. di Wood di colore nero per la presenza di ossidi di nichel, opaco alle radiazioni visibili e trasparente a quelle ultraviolette;
  • v. di sicurezza stratificato costituito da due o più lastre di vetro incollate con resine poliviniliche così da raggiungere elevate resistenze all’urto e che rompendosi si incrina senza proiettare schegge;
  • v. temperato è sottoposto a tempera in modo tale da fargli ottenere un elevata resistenza all’urto e che rompendosi si sbriciola in minutissime schegge senza spigoli taglienti;

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    Vetro temperato

  • v. retinato o armato nelle cui lastre è incorporata una rete metallica;
  • v. smerigliato sottoposto ad un leggero trattamento superficiale con sabbia finissima così da renderlo traslucido;
  • v. opalino costituito da una sospensione di minutissime particelle nell’impasto in modo tale da renderlo traslucido ed è impiegato nelle lampade per le proprietà diffondenti.

 

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Fibra di vetro

La fibra di vetro è un materiale composto da sottilissimi fili (dal diametro di alcuni decimi di micrometro) prodotti da vetro fuso colato attraverso una filiera, poi soffiato ed infine stirato.
Il materiale a fibra lunga ha un vasto impiego come componente della vetroresina, impiegata per la costruzione di strutte leggere e di forma complessa, come ad esempio contenitori per liquidi, carrozzerie, scafi di imbarcazioni. Quello a fibra corta, invece, detto lana di vetro, viene utilizzato come isolante termico e acustico.

 

 

UN PO’ DI STORIA

Nell’antichità

Il primo utilizzo del vetro risale al III millennio a.C. in Mesopotamia. Dal XV secolo a.C. in poi, questo materiale fu intensamente utilizzato per la produzione di oggetti in Egitto. Durante l’impero romano la tecnica produttiva si affinò con la soffiatura, apparsa in Siria nel I secolo a.C., come lo stesso consumo che ne stimolò una sviluppata industria, i cui manufatti erano oggetto di attivo commercio fino in Cina.

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Lavorazione del vetro soffiato di Murano

La scuola artistica orientale predominò fino alla conquista della Siria da parte di Tamerlano (1400), quando si impose la produzione occidentale, in particolare quella di Venezia, dove dal 1291 si era radicata nell’isola di Murano. Lì vi fu una fiorente industria di vetro soffiato, organizzata in una corporazione chiusa e gelosa dei segreti industriali appresi in gran parte in oriente.

Dal rinascimento la produzione del vetro si estese in numerose manifatture in tutta Europa, in particolare a Vienna e in seguito a Praga dove fu sviluppato il cristallo e la lavorazione alla mola dei manufatti; nei secoli successivi le manifatture artistiche si moltiplicarono, mentre a partire dalla fine del XVIII secolo nacque l’industria del vetro in lastre.

 

Era moderna

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Galleria Vittorio Emanuele a Milano

Nel XIX secolo progredì un particolare filone architettonico basato sull’uso di leggere strutture in ferro e lastre di vetro per realizzare serre, gallerie, coperture civili e industriali. Alcuni capolavori di questo genere sono: il Crystal Palace di J. Paxton a Londra (1851), le stazioni ferroviarie di Parigi (Gare de l’Est, 1847-1852) e di Londra (Paddington, 1854),  la galleria Vittorio Emanuele di L. Mengoni a Milano (1865-1878), la Borsa di H.P. Berlage ad Amsterdam (1897-1903), la Cassa di risparmio postale di O. Wagner a Vienna (1904-1906).

 

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Lever House a New York

L’architettura moderna ha impiegato estensivamente l’uso del vetro, a partire dal primo dopoguerra, con l’attività del Bauhaus, di W. Gropius, Le Corbusier e L. Miles van der Rohe in Europa e successivamente negli USA, in particolare nella realizzazione dei grattacieli (a parete continua o wall courtain). Ne sono di esempio il Lever House di Skidmore-Owings-Merrill (1952), il Seagram Building di L. Miles van der Rohe (1956-1958) e il celebre Palazzo di Vetro, sede dell’ONU, tutti a New York.